Occhio ad AT&T

Oggi vorrei parlarvi di un titolo che è spesso oggetto delle vostre domande durante le dirette: AT&T.

AT&T, dopo Verizon, è la più grande società di telecomunicazioni degli Stati Uniti e tra le prime 7 del mondo.

Malgrado l’esplosione del 5g, che indubbiamente favorisce la società, il titolo non ha giovato sul mercato di una particolare crescita esplosiva, ed infatti spesso mi chiedono quando giungerà per AT&T il momento di decollare.

A ben vedere, dal 2016 ad oggi, il titolo si è mosso abbastanza in Range senza mai dare segnali di grande salute, tuttavia in molti hanno continuato a puntare su questo titolo grazie agli ottimi dividendi.

Infatti AT&T pagava un dividendo veramente straordinario. Ma se hai notato che ho coniugato il verbo pagare nella forma passata, probabilmente avrai già capito dove andrò a parare.

Ma come sempre andiamo con ordine.

Il dividendo di AT&T era intorno al 5.2% e con un payout ratio del 67%, davvero tanto per il settore delle telecomunicazioni.

Inoltre AT&T aveva il dividendo in crescita da ben 36 anni, il chè gli dava pieno diritto di far parte dei dividendi aristocratici, visto che per far parte del prestigioso club bisogna avere il dividendo in crescita per almeno 25 anni.

Come detto però, tutto questo fa parte del passato visto che AT&T ha deciso di dimezzare il proprio dividendo, uscendo di fatto dal club dei dividendi aristocratici.

Il perché di questa scelta è noto a tutti, infatti la società ha concluso lo spin off di Warner Media che si è tenuta l’altra parte del dividendo.

Così, a seguito di questo spin off la società ha dichiarato che prevede di pagare un dividendo di circa 1,15 dollari per azione, che considerando una capitalizzazione attuale intorno ai 24 dollari per azione corrisponde a circa il 4,5%.

Un colpo non piccolo per tutti gli azionisti che avevano continuato a mantenere questo titolo grazie ai lauti dividendi, che in alcuni anni erano arrivati addirittura all’8,2%.

Poi, cosa ancor peggiore, il 2.6% non è solo deludente rispetto al passato della società, ma è molto deludente anche se paragonato ai competitor, considerando che Verizon paga intorno al 4,8%.

Il mercato ovviamente non l’ha presa bene e dopo l’annuncio il titolo ha perso circa il 6% e a tutt’oggi non sembra abbia tanta voglia di recuperare.

Le conseguenze sono abbastanza ovvie, tutti gli operatori che dedicavano una parte del proprio patrimonio ad aziende del club dei dividendi aristocratici dovranno togliere AT&T dalle possibili scelte di acquisto, ed anche tutti coloro che vogliono dividendi importanti per avere una rendita immediata dal proprio patrimonio dovranno escludere AT&T dal proprio radar.

Adesso la società verrà giudicata solo per i suoi fondamentali, che ad oggi sono buoni ma non straordinari. Come Verizon anche AT&T è una sorta di pachiderma che cresce, ma lo fa molto lentamente.

Va anche detto però, che lo spin off di Warner Media ha lasciato nelle casse della società ben 43 miliardi di dollari in contanti, tanto che in molti hanno criticato la scelta di tagliare così tanto i dividendi, a fronte di una liquidità così importante.

Sarà il tempo a dire se i vertici di AT&T hanno visto giusto. La loro ferma convinzione è che un dividendo minore rifletta in maniera più corretta le attuali dimensioni della società.

Era il 22 ottobre 2016, quando AT & T annunciò l’intenzione di acquisire Time Warner per $ 85, miliardi di dollari . La fusione è stata poi completata nel 2018, dopo che AT&T ha vinto una causa intentata contro di essa dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Il colosso con sede a Dallas nel 2018 ha poi acquisito anche la HBO, la CNN e gli studi della Warner Bros, diventando appunto un gigante a livello mondiale.

Ora però si è deciso di fare marcia indietro. La convinzione è che separare l’unità avrebbe dato alla società di intrattenimento ancora più peso per combattere contro i competitor più importanti di oggi, come Netflix, Disney o Prime.

HBO di Warner Media ha registrato 73,8 milioni di abbonati in streaming in tutto il mondo nel 2021 molto lontano dai 220/230 milioni di Disney Plus o di Netflix però comunque sempre degli ottimi numeri. 

AT&T ha trascorso l’ultimo anno a rassicurare gli azionisti sul fatto che l’attività rimanente continuerà a crescere, pagando però un dividendo inferiore che riflette le sue dimensioni ridotte.

Comunque gli azionisti di AT&T non saranno esclusi dai vantaggi di questo spin off (sempre ovviamente che questi vantaggi si concretizzeranno, come si aspetta la società)

Infatti gli azionisti esistenti sono in linea per ottenere una partecipazione di circa 71% nella società di intrattenimento, il che significa che gli azionisti potranno avere 71 azioni di Warner Media ogni 100 azioni possedute di AT&T. 

Alla luce di tutto questo possiamo attenderci che gli investitori istituzionali come banche e Hedge fund continueranno a mantenere le posizioni in AT&T mentre è probabile che il crollo dei dividendi allontani tutti i piccoli investitori che avevano puntato sul titolo per avere una rendita.

Ecco perché, se detieni questo titolo e sei interessato ai dividendi, dovresti fare una riflessione profonda prima di decidere se tenere il titolo in portafoglio o meno.

Del resto decidere quando è il momento di liberarsi di una posizione azionaria, specie quando è in perdita, è una delle cose più difficili da fare.

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Giuseppe Pascarella

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