Occhio al petrolio

Il petrolio si sta velocemente avviando verso i massimi del 2014 ed è bene fare qualche considerazione in merito.

I futures di Londra lo stimano intorno agli 80-90 dollari al barile ma personalmente penso che potrebbe toccare i 100 dollari già nel 2022.

I fondamentali appaiono robusti e la variante omicron sembra non riesca a creare lo stesso impatto sulla domanda che ebbe invece la variante delta.

Ora il petrolio è sui massimi degli ultimi 7 anni e i mercati sono particolarmente caldi, soprattutto nelle regioni dove il consumo è più forte.

Da inizio anno il prezzo del barile ha visto un rally molto importante che lo ha risollevato dai 60 dollari dove si trovava nel periodo Natalizio.

Il rialzo dei prezzi è stato guidato sia da un calo dell’offerta che da un aumento della domanda, grazie anche ad un trasporto aereo che ha resistito ai problemi legati alla variante omicron.

Sul lato dell’offerta, come detto, abbiamo avuto una contrazione dovuta anche alla rinnovata tensione nel Golfo Persico che ospita, non dimentichiamolo, più del 40% del trasporto via mare del petrolio stesso.

In serata avremo il rapporto dell’Opec che ci darà un quadro più preciso del mercato petrolifero attuale, tuttavia la situazione appare già abbastanza chiara.

Ma che effetti sta avendo sul mercato azionario questo deciso aumento del famoso oro nero?

Iniziamo col dire che il mercato del petrolio si divide in 4 parti.

Abbiamo le società che si occupano di fare esplorazione per capire dove trivellare.

Poi abbiamo le società che lo estraggono, quello che lo trasportano e quelle che lo raffinano.

Volendo ci sarebbe anche un quinto comparto, ovvero delle società che lo vendono, ma qui si aprirebbe un discorso a parte.

È chiaro che le società che sono più legate al prezzo del petrolio sono quelle che lo estraggono.

Ed infatti molte di queste società hanno già pesantemente beneficiato di questi aumenti e il mercato non ha tardato a premiarle.

Mi riferisco, tra gli altri a Devon Energy, Pioneer Natural Resources, ConocoPhillips, Diamondback Energy.

Una delle più grosse critiche che erano state fatte a queste società è che non si erano adeguate a quello che molti pensano essere uno dei megatrend più importanti del futuro, ovvero l’energia green.

Tuttavia a mio avviso la punizione che gli aveva inferto il mercato, anche ovviamente a seguito del calo del prezzo del petrolio, era stata eccessiva.

Che ci piaccia o no, attualmente il mondo non può fare a meno dei combustibili fossili e tutti quelli che danno per morto il petrolio -e di conseguenza le società che vivono grazie ad esso- vengono puntualmente smentiti.

Ad oggi le energie rinnovabili coprono circa il 5% del fabbisogno energetico mondiale e per quanto non ho dubbio che nei prossimi 40/50 la strada sia quella, attualmente è prematuro pensare che i combustibili fossili siano sorpassati.

Tanto è vero che attualmente la gran parte delle energie rinnovabili ha comunque bisogno di un apporto di energia fossile per funzionare.

Ora perché tutto questo è interessante?

Perché sta avvenendo un cambiamento sul mercato che è bene tenere d’occhio.

Infatti, un tempo, quando avveniva la cosiddetta super variazione settoriale i titoli energetici erano visti come difensivi, perché avevano comunque una domanda difficilmente comprimibile e soprattutto garantivano ottimi dividendi.

Dal 2014, a seguito della crisi energetica, tutto questo è cambiato, proprio perchè le aziende energetiche non erano più in grado di erogare i dividendi del passato.

Tuttavia, ed è questo che veramente ci interessa, ora le carte in tavola potrebbero cambiare di nuovo, e tutto questo grazie ai dividendi variabili.

I dividendi variabili sono un meccanismo veramente interessante ed è bene dedicarci un intero articolo. Infatti per oggi il mio spazio è finito ma domani o giovedì, puoi star certo che non mancherò di approfondire questo tema.

Per il momento ti raccomando di tenere d’occhio il prezzo del petrolio e porre attenzione anche alle dinamiche secondarie del mercato.

Comunque non temere, se mi segui nei PascaDaily ti terrò io aggiornato su tutto, in modo che tu possa essere sempre più consapevole ogni volta che farai una scelta in materia di investimenti.

Per questo, permettimi anche di invitarti a leggere il mio ultimo libro, che è un ottimo modo per apprendere in modo semplice e veloce tutti i concetti fondamentali che ti permetteranno di seguire con maggiore comprensione tutte le mie analisi e, soprattutto, ti permetteranno di diventare un investitore migliore.

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Noi ci sentiamo domani.

Giuseppe

 

 

Giuseppe Pascarella

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