Può realmente scoppiare una terza guerra mondiale?

Negli ultimi PascaDaily abbiamo sempre sottolineato quanto la guerra tra Russia e Ucraina potesse essere un problema per i mercati finanziari… 

E buttando un occhio al passato, non c’è da meravigliarsi che in situazioni del genere i listini possano subire delle violente alterazioni.

Ma la vera domanda che tutti noi ci poniamo è questa… 

Siamo di fronte a un possibile conflitto globale?

Può realmente scoppiare una terza guerra mondiale?

La risposta potrà sorprenderti, ma l’ago della bilancia potrebbe essere proprio una nazione che finora è rimasta sorniona e decisamente neutrale…

la Cina.

La Cina è da sempre è un paese estremamente diplomatico.

Ha cercato di assumere un ruolo di rilievo sulla scena globale negli ultimi anni, motivo per cui molti osservatori, politici ed economici, si sono chiesti come gestirà la situazione della guerra in questo momento. 

I funzionari cinesi hanno inizialmente ribadito la loro “amicizia” nei confronti della Russia, respingendo quindi l’uso delle sanzioni che invece hanno predisposto i paesi dell’Occidente. 

E lo stesso Xi Jinping ha cercato di assumere un ruolo di pacificatore nella sua recente conversazione con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden… 

Ma la forte dipendenza della Cina dal resto del mondo, la potrebbe portare ad abbracciare anch’essa il programma di sanzioni di cui tanto si parla nelle ultime settimane. 

Anche perché, non dimentichiamoci che gli Stati Uniti e l’Europa non solo sono i principali acquirenti di merce cinese…

Ma la Cina stessa, per far fronte a settori ancora critici come la tecnologia, i chip, l’aviazione o i semiconduttori, è a sua volta “dipendente” per soddisfarne le richieste di approvvigionamento. 

E nonostante gli investimenti aggressivi, ci vorrà comunque del tempo prima che la Cina non abbia più bisogno dell’Occidente.

Al momento quindi siamo ancora molto distanti da questo scenario…

Infatti il commercio tra Cina e Stati Uniti nel 2021 è aumentato del 28,7% raggiungendo 755,6 miliardi di dollari…

Allo stesso modo, secondo Eurostat, nei primi undici mesi del 2021 l’export della UE verso la Cina è aumentato del 11,4% raggiungendo 203,6 miliardi di euro, mentre l’import è salito di oltre il 20% arrivando a 421,8 miliardi di euro…

Quindi immagina cosa potrebbe significare tagliare questi rapporti…

Dall’altra parte, però, c’è la Russia.

Una nazione con la quale fino a poco prima dello scoppio della guerra cooperava per far fronte comune contro l’occidente.

Non dimentichiamoci, inoltre, che Putin è stato persino ospite d’onore alle Olimpiadi di Pechino…

Ecco perché è come se la Cina si trovasse letteralmente tra due fuochi. 

Inoltre, la mossa degli Stati Uniti e degli alleati, incluso il Giappone e la Corea del Sud di tagliare fuori la Russia dalle esportazioni tecnologiche, è una delle ragioni per cui la Cina ha adottato questa posizione neutrale.

Perché se le sanzioni venissero mai applicate anche alla Cina, sia per un sostegno nei confronti della Russia che per un attacco per ottenere Taiwan, sarebbero devastanti e la superpotenza manifatturiera che tutti noi conosciamo potrebbe vacillare pericolosamente. 

Ecco perché Xi Jinping e, in generale, tutta l’amministrazione cinese, stanno riflettendo molto sulla posizione che la Cina dovrà prendere.

E obiettivamente, la posizione è davvero molto scomoda.

Ma fino a quando la Cina non chiarirà la sua posizione di neutralità, la prospettiva di sanzioni statunitensi potrebbe incombere sulle attività cinesi. 

Tuttavia, molti investitori hanno in portafoglio ADR cinesi, quindi società cinesi quotate a Wall Street.

D’altronde veniamo da anni di mercato fortemente rialzista e un’economia cinese con crescite annuali in doppia cifra…

Ora però stanno pagando lo scotto.

Molte sono in forte calo, altre rischiano persino il delisting.

Vedi, avere un titolo sotto del 30-40% non fa piacere a nessuno, ma quello che fa ancor più paura è non sapere se poi sia in grado di recuperare la perdita di valore.

Ovviamente, ci sono società che saranno in grado di tornare prepotentemente su, quindi vale la pena aspettare.

Altre però, col tempo potrebbero solo peggiorare una situazione già molto dolorosa.

Ecco perché se, in questo momento, hai delle ADR cinesi in portafoglio oppure dei titoli in forte perdita, ti consiglio vivamente di farti aiutare da uno dei ragazzi del PascaTeam.

Se vai su questa pagina, puoi richiedere “INVESTIMENTI CHECK-UP” così che un nostro consulente finanziario autonomo possa ispezionare il tuo portafoglio e comunicarti quali titoli vanno immediatamente venduti, evitando così di farti ancor più male, e quali, hanno nonostante tutto dell’ottimo potenziale in ottica futura.

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Al tuo successo,

Giuseppe

 

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