Smetti di farti la domanda sbagliata

È iniziata la grande discesa dei mercati azionari?

Tutti venerdì se lo sono chiesti, ma la verità è che…

Se vuoi prosperare sui mercati la prima cosa che devi fare è smettere di farti questa domanda!

Più precisamente devi smettere di chiederti se i mercati saliranno o scenderanno da qui a un mese. Non è questo che conta, quello che conta sono i risultati delle aziende che hai messo in portafoglio, riferiti al lungo periodo.

So benissimo che tutti hanno la smania di controllare le posizioni ogni giorno, ma questo è sbagliato. Anche io lo facevo, ma ho iniziato a guadagnare

Tutti vogliono essere ricchi come me, ma nessuno ha la pazienza per farlo!

No, non l’ho detto io.

Anche se ho avuto tante soddisfazioni investendo nel mercato americano, non sono così ricco da essere invidiato da tutto il mondo!

Questa è una delle frasi più famose di Warren Buffett, il più grande investitore di tutti i tempi.

Pensa che Bill Gates ha dato a lui il suo immenso capitale da gestire… questo solo per farti capire di chi stiamo parlando…

Buffett è anche detto l’oracolo di Omaha per le sue capacità di puntare sempre nelle aziende giuste e più profittevoli sul lungo periodo.

E’ per questo che faresti molto bene ad ascoltare le sue parole. Io lo faccio da sempre e ti posso dire che i suoi insegnamenti mi hanno permesso di ottenere dai miei investimenti risultati che mai mi sarei immaginato.

La pazienza è un tema che tratto spesso, perchè è la qualità più importante che deve avere un investitore.

Avere pazienza significa principalmente guardare al lungo periodo e non pretendere che un investimento dia i suoi frutti prima del previsto.

Come ti ho detto ho parlato spesso di questo, così oggi voglio spiegarti il perché non è importante guardare a cosa farà oggi il mercato usando parole diverse, parole non mie.

Più precisamente voglio condividerti le parole scritte dal mio socio Andrea, una colonna insostituibile di PascaProfit, senza il quale tutto quello che abbiamo costruito probabilmente non ci sarebbe.

Cos’è successo venerdì? Sostanzialmente nulla!

Il mercato è cresciuto in modo esponenziale quest’anno, proseguendo il trend iniziato ad Aprile 2020.

L’S&P500 non scende dai massimi di più del 5% da più di 12 mesi, forte della massiccia immissione di liquidità sul mercato da parte delle banche centrali e dalla mancanza di alternative per gli investitori sul mercato obbligazionario.

Giornate come quella di venerdì, singole o continuative sono una boccata di ossigeno per tutti noi. Serve un po’ di normalizzazione delle quotazioni.

E poi il mercato ha bisogno di oscillare, altrimenti noi stessi faremmo fatica a trovare occasioni a buon prezzo.

Nonostante ciò, questa singola giornata ci ha fatto provare un brivido di incertezza.
Il calo, come sempre, è stato associato ad una notizia. Questa notizia, inevitabilmente ci evoca quanto successo nel Marzo 2020. Un momento che resterà nella storia dell’umanità e che tutti noi ricorderemo per l’impatto che ha avuto nelle nostre vite, a livello economico, finanziario, sociale e umano.

Perciò cosa ha portato a quel brivido?

Per nostra natura e per fortuna abbiamo il desiderio costante di crescere, di salire di livello continuamente. Grazie a questo ci siamo evoluti e stiamo molto meglio dei nostri genitori e dei nostri nonni (anche se non è sempre detto).

Questo vale anche per le nostre finanze, a maggior ragione che siamo un gruppo di investitori fortemente desiderosi di far crescere in modo significativo il nostro capitale.

Quando vediamo una battuta di arresto o un arretramento, piccolo o grande che sia, del valore dei nostri investimenti siamo presi dal “panico”, perché il segno verde prevale sul rosso.

Altrimenti al semaforo ci fermeremmo col verde e proseguiremmo col rosso, cosa che la nostra mente oggi farebbe fatica a capire.

Perciò la cosa migliore per noi è affrontare con calma e lucidità questi momenti, mantenendo sempre la barra dritta.

In questi 12 anni insieme ci siamo stati in tutti i momenti negativi del mercato. L’ultimo, il peggiore, quello dell’anno scorso, permettendo a tutti i clienti di avere una luce che ci ha guidato fuori dal tunnel.

Niente di straordinario, sapendo che fa parte del nostro lavoro creare soluzioni d’investimento solide sul mercato azionario per i nostri clienti e per noi. Altrimenti sarebbe stato meglio dedicarci ad altro.

Il motivo per cui bisogna stare tranquilli deriva dalla nostra consapevolezza sul valore delle aziende in cui abbiamo investito, cosa molta diversa dal vedere giornalmente un titolo che oscilla.

In questo secondo caso è normale che essere in balia del mercato, alternando momenti di euforia e di panico a seconda di come gira il vento.

Peccato che è un approccio che alla lunga non funziona e genera stress ed ansia per l’investitore, o meglio, per lo speculatore.

L’unica cosa che conta è il risultato medio delle operazioni portate a chiusura in un orizzonte di almeno 4/5 anni.

L’andamento dei titoli in corso nel breve termine è soggetto alla volatilità del mercato e dei singolo titoli, i fondamentali su cui basiamo le nostre stime hanno poca rilevanza, perciò allo stesso modo bisogna che il nostro approccio verso le quotazioni giornaliere, settimanali e mensili abbia anch’esso poca influenza su di noi.

Abbiamo sposato un approccio, quello corretto, è va portato avanti in tutte le sue sfaccettature, soprattutto quelle emotive.

Il capitale dedicato agli investimenti, come abbiamo sempre detto, dev’essere quello di cui non abbiamo bisogno per almeno quattro anni.

Sui clienti che seguo sotto consulenza, di cui conosco in modo approfondito le esigenze, gli obiettivi personali e l’eventuale evoluzione degli stessi, questo lavoro viene fatto con costanza.

Perciò se tutti noi siamo consapevoli di questo, l’unica cosa che dobbiamo fare e goderci il percorso e le laute plusvalenze che derivano da buoni investimenti.

Senza andare troppo indietro negli anni, metto in luce il rendimento medio a lordo d’imposta delle chiusure dei portafogli Premium, Pascarella ed Europa da inizio anno:

– Il primo ha portato a chiusura 13 operazioni con un ritorno medio del 40,49%;
– Il secondo a chiuso 6 operazioni con un ritorno medio del 36,16%;
– Il terzo ha concluso 12 operazioni con un ritorno del 34,20%.

Contano solo i dati ed il nostro comportamento all’investimento, il resto è solo stress e distrazione.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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